San José, 29 maggio (elmundo.cr)- La Comissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (CEPAL) ha presentato la relazione “Stato della banda larga in America Latina nei Caraibi 2016”, nel quale pone il Costa Rica in cima alla lista della percentuale di case connesse ad internet e di accesso mediante smartphone.
Il documento analizza la situazione dell’accesso e l’uso di Internet in 17 paesi della regione, tra i quali: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perú, Uruguay e Venezuela.
Il primo è un indicatore chiave della democratizzazione all’accesso a Internet; il secondo è la modalità che mostra maggior dinamismo per connettersi alla rete nella regione, con un aumento dell’802,5%, rispetto al 68,9% antecedente, della banda larga fissa, dal 2010 al 2015.
Per quanto riguarda l’accesso, il Costa Rica è passato da un 24% di case connesse nel 2010 al 60% nel 2015. Con questo aumento, è passato dal quinto posto in tutta l’America Latina ad essere un paese dominante in questo settore, è seguito dall’Uruguay e dal Cile con il 59%.
Negli ultimi cinque anni, il Costa Rica è passata dall’avere circa 300 mila case connesse nell’area urbana, a poco meno di 700 mila, mentre nell’area rurale, è passata da meno di 50 mila a quasi 200 mila.
In totale, l’accrescimento dell’acceso a Internet nelle abitazioni è del 133% nell’area urbana e del 414% nell’area rurale.